Corso di Aggiornamento in Neurologia d’Urgenza

La neurologia di urgenza negli ultimi anni sta imponendosi anche nel nostro paese come un nuovo modello operativo, e la sua diffusione comincia a determinare un “riassetto” nell’operatività tradizionale della nostra disciplina, in relazione alla necessità di adeguarsi all’emergenza. Come è dimostrato in letteratura molte delle patologie neurologiche più importanti e di maggiore impegno (ictus, emorragia cerebrale, crisi epilettiche ripetute o stato di male, traumi cranici, disturbi gravi della coscienza, ecc), esordiscono in modo acuto e rappresentano una quota importante
degli interventi nell’ambito delle urgenze mediche ospedaliere. Spesso inoltre le urgenze neurologiche sono gravate da elevata morbilità e mortalità, con i conseguenti relativi rischi e costi sanitari. L’importanza della partecipazione del neurologo nel dipartimento di emergenza, nonché il numero degli interventi, sono largamente sottostimati. In particolare l’ictus è una emergenza medica in cui il tempo è prezioso per ridurre il danno cerebrale, la mortalità e la morbidità; le opzioni terapeutiche utilizzabili prevedono, infatti, un periodo “finestra” molto ridotto e sono praticabili solo presso unità specialistiche appositamente dedicate, le Stroke Unit. L’ictus è definito dal Ministero della Sanità come “una sindrome caratterizzata
dall’improvviso e rapido sviluppo di segni riferibili a deficit focale delle funzioni cerebrali senza altra causa apparente se non quella vascolare; la perdita della funzionalità cerebrale può essere globale (pazienti in coma profondo). I sintomi durano più di 24 ore o determinano il decesso” . Dal punto di vista epidemiologico esso costituisce una delle maggiori cause di mortalità ed è identificato quale terza causa di morte nel mondo dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie. Recenti studi evidenziano un trend all’aumento di tale patologia che sarebbe attualmente, ed ancor più in previsione per il futuro, la seconda causa di morte nel mondo. La prevalenza dell’ictus è quantificabile tra il 4,6 ed il 7,3% ed aumenta in relazione
all’età; nella popolazione italiana la prevalenza risultante dall’ultimo censimento ISTAT del 2001 nella fascia d’età compresa tra i 65 e gli 84 anni è del 6,5%. Anche l’incidenza aumenta progressivamente con l’età e circa il 75% degli eventi si verifica in età geriatrica raggiungendo il picco massimo negli ultraottantacinquenni, in cui si rileva la prognosi peggiore in termini di mortalità . Per quanto più rare alcune patologie autoimmuni (s. Guillan Barrè , crisi miasteniche…) e le malattie infettive costituiscono gravi emergenze mediche con rischio di mortalità basso se tratta in tempo e adeguatamente.